martedì 23 gennaio 2018

11 settembre1943: I TEDESCHI AFFONDANO LA GIOVANNINA


MOTOBARCA GIOVANNINA APONTE
Costruita alla Marina di Cassano di Piano di Sorrento e varata nel 1907 – 14 tonnellate di stazza


".....Abbiamo assistito al cannoneggiamento che i tedeschi dalla TORRE DELL'ANNUNZIATA hanno fatto a una nave che partita da Sorrento trasportava merci e passeggeri; e poi si è saputo che sono morte una decina di persone "
-BENEDETTO CROCE


L'11 Settembre del 1943 fu per la penisola sorrentina il giorno più tragico tra quelli che seguirono la proclamazione dell'armistizio. Era un Sabato e nelle prime ore del pomeriggio LA GIOVANNINA, motobarca dei fratelli APONTE di S.AGNELLO, mentre a due miglia dalla costa navigava tra TORRE ANNUNZIATA e CASTELLAMMARE di Stabia, venne cannoneggiata dalle truppe tedesche causando (tra morti e feriti) circa 30 vittime raccolte in parte dalla motobarca San Antonio Equa ed in parte sulla vicina spiaggia di Pozzano.


La GIOVANNINA era una tipica feluca sorrentina, di 14 tonnellate, dotata di motore e di una vela latina ausiliaria; varata nel 1902, nei cantieri della MARINA DI CASSANO ed adibita al trasporto passeggeri fra cui i "CORRIERI SORRENTINI", precursori dell' odierno pacco celere. Costoro, nei caratteristici abiti da marinaio, in tela grigia o blu, assicuravano i trasporti minuti fra SORRENTO  e NAPOLI  fin da epoche remote.

Nelle loro bisacce e panare portavano di tutto: lettere, plichi, documenti,preziosi, olio, latticini e altro ancora: passeggeri e marinai al tempo stesso, collaboravano nello stivare il carico, alla manovra e nel governo di vela e timone: il più anziano fungeva spesso da bigliettaio e da collettore di offerte "à NFERTA"  in suffragio delle anime sante del purgatorio, cui era dedicata la chiesuola della MARINA DI CASSANO.

Dai primi di settembre, solo LA GIOVANNINA e la PRINCIPESSA DI PIEMONTE , della SPAN, collegavano ogni giorno la penisola con Napoli in quanto i tedeschi avevano bloccato quelli via terra (verso C.MMARE).


La mattina dell'11, da Napoli arrivano notizie allarmanti, il capoluogo partenopeo in mano ai tedeschi era "come una città assediata, mancavano viveri, di ogni mezzo igienico", questo e l'ordine della CAPITANERIA (*navigazione entro due miglie dalla costa) indussero  i FRATELLI APONTE ad anticipare la partenza di un'ora. 


Mollato l'ormeggio, con oltre 100 PASSEGGERI, la motobarca puntò prima  su SAN GIOVANNI A TEDUCCIO e da qui verso lo scoglio di ROVIGLIANO, antistante TORRE A. Appena doppiao questo, LA GIOVANNINA, incrociò il  SANT'ANTONIO motobarca militarizzata dei FRATELLI SAVARESE di VICO EQUENSE, che navigava a tutta forza verso il largo. Giuseppe Aponte e Mariano Lauro ricordano che a bordo avvertirono di non avvicinarsi al porto che ormai, dopo aspri combattimenti era caduto in mano tedesca. Subito dopo però una prima granata esplose a pelo d'acqua appena 50 metri dietro la barca; dopo un minuto ne cadde una seconda, era l' esplicito ORDINE, come sostiene Mariano LAURO, di accostare ma da bordo non si diede ad intendere di volerlo ascoltare, anzi qualcuno ordinò :
"VOTTA FORA" - "dirigi verso il largo."

La mancata osservanza dell' intimazione ad accostare per farsi identificare, ingenerò nei tedeschi il sospetto che si trattasse di un natante nemico e giunse così una terza granata che esplodendo a circa un metro dalla barca, provocò lo sfondamento della murata e di gran parte della poppa. 

Fu l'inizio della tragedia: per prima cosa lo spostamento d'aria, provocato dallo scoppio, scaraventò in mare una decina di passeggeri, mentre la barca, con il motore in avaria e crivellata di schegge, sbandata su di un fianco, iniziava una lenta rotazione, per essere caduto in mare anche il timoniere, GIUSEPPE APONTE, ferito ad un ginocchio che sul suo diario di bordo poi scrisse:

"......i colpi partivano da terra e in breve urla strazianti si levarono da ogni parte. Mio Zio Luigi, con il collo squarciato da una scheggia perdeva sangue a fiotti e stava per cadere in mare, per l' improvviso sbandamento della nave, nello sporgermi per trattenerlo avvertiii un dolore fortissimo al ginocchio e caddi in mare, colpito a mia volta."


Fortunatamente qualcosa indusse i tedeschi a sospendere il fuoco e il natante, a velocità ridotta, con un corriere al timone, tal 'TATURIELLO detto ANATROCCOLA, andò ad arenarsi sulla spiaggia di POZZANO. 



Nel timore che la nave stesse affondando però molti si tuffarono tentando di mettersi in salvo a nuoto e fra questi MICHELE "è ZACCHEO"  che di questi terribili momenti conserva questi ricordi:



".... debbo la mia vita all' unico bottone della mia mutanda militare. Sulla G. mi ero disfatto della mia divisa di marinaio per sfuggire all' eventuale cattura ed ero rimasto in mutande, ma la presenza di numerose donne fra i passeggeri, mi indusse ad appartarmi per reindossare almeno i pantaloni; e tale circostanza rappresentò la mia salvezza in  quanto mi consentì di allontanarmi, appena in tempo, dal punto dove esplose la terza granata che provocò la strage. Così mi lanciai in mare e iniziai a nuotare verso lo SCRAIO. Il mare e calmo e così potei soccorrere almeno sei naufraghi assicurandoli a dei relitti di legno e a richiamare l' attenzione del SANT'ANTONIO, che navigava nei paraggi nonostante fosse stato inquadrato a sua volta, da una selva di ben sei granate cadute per fortuna in acqua. Cessato il cannoneggiamento, in quanto i tedeschi si erano resi conto della nostra innocuità, anche io fui raccolto dal SANT'ANTONIO  che si diresse verso il porto di C.MMARE dove intendeva sbarcarci. A circa cento metri dalla costa, preferii rituffarmi in mare in quanto, per essere un marinaio disertore, temevo di poter essere arrestato dai miei stessi camerati, ed anche perchè  volevo, con suprema incoscienza recuperare il mio zaino che avevo lasciato sulla G. , arenatasi nel frattempo sulla spiaggia di POZZANO. 

Raggiunsi la riva nei pressi della nave già piantonata da diversi militari germanici, che con le armi spianate, m'ingiunsero di avvicinarmi per identificarmi: fortunatamente mi ritennero un civile e mi consentirono di andare sulla G. a cercare le mie cose. Salii così per l' ultima volta sulla barca e restai sconvolto alla vista del sangue e dei resti umani disseminati in prossimità del punto dove era esplosa la granata. Recuperato lo zaino mi allontanai verso la strada alla ricerca alla ricerca di un mezzo per tornare a PIANO. Dove giunsi verso sera, con uno degli ultimi tram in servizio."


Mentre MICHELE "è ZACCHEO" viveva quest' avventura, GIUSEPPE APONTE, stremato e sanguinante, raggiungeva la riva aggrappato a un relitto e qui fu soccorso dal DOTTOR SASSI che, insieme ai militari di sanità tedeschi, era accorso dal convalescenziario del QUISISANA , da dove avevano assistito al tragico evento. 


In PENISOLA, quella fu una tragica sera: appena diffusasi la notizia molti partirono per prestare soccorso. Il giorno successivo, il 12 SETTEMBRE,  di DOMENICA,  si svolsero i funerali delle vittime e grande commozione suscitò il passaggio delle bare dei vecchi APONTE uniti nella morte come insieme avevano trascorso la loro lunga esistenza sul mare.


FONTE:

SORRENTO '43
di G.ACAMPORA.


foto: http://www.naviearmatori.net/


" MR FILANGIARI HELP ME..." QUANDO Benjamin Franklin CHIESE AIUTO A GAETANO FILANGIERI


" MR FILANGIARI HELP ME..." QUANDO Benjamin Franklin CHIESE AIUTO A GAETANO FILANGIERI


Benjamin Franklin era in difficoltà, scrivere la "Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti" non era certo una sciocchezza ,poi si ricordò del suo amico Gaetano, uno studioso napoletano davvero in gamba che aveva conosciuto a Parigi , e gli spedi' una copia della dichiarazione chiedendogli di correggere eventuali errori. E Gaetano Filangieri nello studio dalla sua casa di Vico Equense prese la matita e si mise a sottolineare a volte in blu, altre in rosso tutti gli articoli, e dopo pochi giorni inviò negli Stati Uniti tutte le correzioni fatte.
Quando Benjamin Franklin apri' il plico di Gaetano si accorse che oltre alle correzioni il suo amico gli aveva inviato un articolo scritto di suo pugno. Un articolo così bello e profondo che finì direttamente nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America :

●" A tutti gli individui è riconosciuto il diritto alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità. "●
Stati Uniti d'America una nazione resa grande da mille popoli che qui sono emigrati e da un napoletano che da casa scrivendo un articolo che è il simbolo del sogno americano, l' ha resa ancora più grande.

(PM)

martedì 9 gennaio 2018

L'UNIVERSITA' DI SORRENTO



Nel 1537 Marino  e Marco Mastrogiudice decisero di destinare i proventi della Tassa sul vino, per  istituire una ( prima) scuola pubblica a Sorrento.  La sede di questa scuola ( detta UNIVERSITA’) venne stabilita nelle loro case a Sorrento ( civici 22-26 nell’attuale via Padre Reginaldo Giuliani). Questa scuola aveva inizialmente la prerogativa di insegnare << ai clerici ed ai fanciulli della Città,  gli studi umanistici e il canto gregoriano. >>
La famiglia Mastrogiudice volle inoltre premiare gli studenti migliori dell’ UNIVERSITA’ con agevolazioni e borse di studio.

Nel 1667 la scuola dei Mastrogiudice divenne ACCADEMIA. L’ Accademia detta dei RIPERCOSSI attirò a Sorrento studiosi da tutto il Regno che venivano qui ad imparare materie come : ARCHEOLOGIA, POESIA, LETTERATURA, FILOSOFIA e ARCHEOLOGIA.
Molti degli argomenti trattati durante gli anni accademici vennero raccolti da Giuseppe Domenichi detto IL FURIBONDO nella sua raccolta: 
“ CASTALIE STILLULE TRECENTAE QUAE PRIMUM RIVOLUM PERMISSI CONFICIUT.”  

Nel 1715 l’Accademia (dopo un periodo che era stata dei RILASSATI) venne denominata dei RISVEGLIATI e scelse come protettori :
S. Antonino e S. Gaetano. 
L’entrata principale della nuova Accademia doveva essere al VICOLO 1°TASSO, che perciò venne detto 
“VIA DELL’ACCADEMIA”.

I principali componenti di questa ACCADEMIA avevano tutti dei curiosi soprannomi ( d’arte):
G.B. Correale  - IMMORTALE
Antonino Falangola – CAPRICCIOSO
Riccardo Nobilione – ASCOSSO
Pietro Sersale – ANELANTE
Onofrio Spasiano – RAFFINATO
e poi Carlo e Nicolò Falangola, Antonio Molignani, Gaetano Dati ed altri detti – AUSILIARI.
Nelle <<tornate>> accademiche si facevano ( in versi e in prose) apologie della pace e della guerra, della virtù e delle ricchezze, si discuteva delle leggi , della religione, di politica, dei Principi d’Austria e dell’ Arcivescovo, ma soprattutto si muoveva guerra << all’otio che regnava in  Sorrento e con dente edace divorava le genti!>>.



Fonte : LA PENISOLA SORRENTINA di MANFREDI FASULO.

giovedì 28 dicembre 2017

MASSALUBRENSE,17 MARZO1944: SIR HAROLD ALEXANDER E LA "IRISH GUARD" FESTEGGIANO SAN PATRIZIO


LO SHAMROCK, SIR HAROLD ALEXANDER E  i diari di GUERRA della "IRISH GUARD"  




A Massalubrense, nell' ex collegio dei Gesuiti e convalescenziario militare, in via dell' Arco, si era insediato, dai primi mesi del '44, la "IRISH GUARD", il reggimento della guardia irlandese di sua Maestà Britannica. Il 17 marzo ricorreva la festa di San Patrizio patrono d' Irlanda ed i cattolicissimi irlandesi vollero solennizzarla secondo le tradizioni del loro  paese. Fu celebrata una messa solenne, officiata, da Mons. Giuseppe Iaccarino e, nella cattedrale di Massa, risuonarono le sacre note del "Te Deum Laudamus" del Perosi. Fra le voci del coro si distinsero quelle degli artiglieri che ancora erano ospitati nei casali di Massa e, nel corso della cerimonia, il Generale SIR HAROLD ALEXANDER ( Comandante di tutte le forze alleate presenti in Italia) consegnò ai partecipanti lo "SHAMROCK", il mitico trifoglio emblema nazionale d' Irlanda. Alla cerimonia religiosa fece seguito una parata militare, che si svolse nello spazio antistante la ex cattedrale, alla presenza di autorità civili e militari, fra cui il Governatore di Sorrento Musmanno e il Commissario Prefettizio al Municipio di Massa, e il Comandante Busacca.
Sfilarono, con le altre formazioni, le "IRISH GUARDS" precedute dalla banda scozzese, nei caratteristici gonnellini variopinti con tamburi e cornamuse, le leggendarie "BIG PIPE".



FONTE:  

NINO COPPOLA,San Cataldo e il suo culto.



I DIARI DI GUERRA: 1st Battalion IRISH GUARDS ( durante il loro periodo a Massalubrense)


1944 March 12

Holy Mass was celebrated in the Church of Our Lady in St. AGATA, also in the Church of Our Lady in MASSUALBRENSE.
A Church of England Service was held at Battalion H.Q.

1944 March 13
The Commanding Officer inspected billets at 1100 hours.
At 1330 hours the Brigade Commander addressed the Battalion on the square at MASSALUBRENSE.
Expressing his regret that we were leaving his Brigade, he said that he had been told that we were the finest Battalion in the British Army - a dangerous statement, but a nice thing to have said about you.
We then practised the ‘March Past’ for ST. PATRICK’S DAY with the Regimental Band which later gave a performance to a motley crowd of civilians and soldiers.
In the evening there was an ENSA show in the Cinema at SORRENTO.

1944 March 14
A new No. 3 Company was formed today under the command of Major D.M. KENNEDY with C.S.M. SMYLIE as its Company Sergeant Major.
The Company is billeted in the village of PASTENA, half way between Battalion H.Q., and No. 2 Company.
In the evening the Regimental Band gave a performance in the road outside Support Company’s billets.
There was a Sergeants Mess Meeting in the evening.

1944 March 15
There was another practise for ST. PATRICK’S DAY in the morning, and in the afternoon a fresh batch of men arrived from the I.R.T.D.
This evening marked the beginning of a series of Cinema shows which are being shown in No. 2 Company’s billet, a former fascist school building in which one of the rooms is equipped with a screen and a projector.

1944 March 16
Another practise parade was held in the square at MASSALUBRENSE: otherwise an uneventful day spent chiefly in cleaning up for to-morrow.

1944 March 17

ST. PATRICK’s DAY.
The parade was held under ideal conditions and in the attractive setting of the square of MASSALUBENSE.

The Commander-in-Chief, General The Honourable Sir Harold ALEXANDER presented the shamrock which had arrived - only just in time by air.
Immediately after the presentation General ALEXANDER decorated several Officers and men of the Battalion and Brigade with awards earned on the ANZIO Bridgehead.
The parade concluded with a March Past and High Mass in the Church of Our Lady.
Colonel RYAN, Senior Chaplain of the U.S. ARMY, gave the address.
Much to everyone’s disappointment the General had to leave immediately after the parade to get back to the Battle of CASSINO.
That this parade, a never-to-be-forgotten occasion for all who took part, was equally impressive for the many spectators was fully born out by the congratulations of our visitors and guests: but our chief pride is in the tribute - contained in a letter to the Commanding Officer - paid by General ALEXANDER.

http://www.criticalpast.com/video/65675059354_Azio-rocket-gun_Saint-Patricks-Day_shamrocks_General-Eisenhower

In this letter General ALEXANDER says:-

“I do so heartily congratulate you on having such a really fine Battalion.
It was a real joy to me to be with them to-day, and I though they looked just fine.
Smart, proud of themselves, in fact just what one wishes and expects guardsmen to look like.
It must have impressed all the onlookers very much, like it did me.
The Micks were always good (the best in the whole Brigade) but I really believe they are better to-day than ever they were, or ever have been.
I am only sorry I could not remain longer with you - to to High Mass and go round the Company dinners and then lunch with you - but as you know I have this important and tricky battle of CASSINO in full swing, and it must be won.
This is my 15th ST. PATRICK’S DAY on parade with the Regiment and the 5th on active operations - not counting CONSTANTINOPLE and GIBRALTAR in 1922 - 1924.
Good luck to you all.”

Dinners followed [strike]with the customary speeches[/strike] and great credit is due to the Quartermaster and his staff for the magnificent meal provided.
The Battalion then quietly disappeared to “sleep it off” and the rest of the day was free.
There was a very successful party in the Sergeants Mess in the evening, lasting until the early hours, when one well known character was seen to give the sentry on the door a tip, and tell him to call a taxi?

1944 March 18
VESUVIUS today began an alarming series of eruptions unparalleled in violence since 1929.
By night especially the fiery streams of molten lava moved slowly down the mountain side provided a magnificent and unforgettable sight.
With the Battalion the day passed quietly.

1944 March 19
Divine Services were held as usual.
The Church of England Service being conducted by a Padre from the 201 GUARDS BRIGADE in place of Reverend BROWNING, 5th Battalion GRENADIER GUARDS.
About mid-day Lieutenant General LLOYD, G.O.C., London District, paid an informal visit to the Battalion and spoke to several Officers and Other Ranks.

The following extract from Part I Orders is printed below:-
ST. PATRICK’s DAY PARADE.
The Commander-in-Chief wishes to congratulate the Battalion on their fine bearing on parade.
The Commanding Officer wishes All Ranks to know that the Commander-in-Chief purposely saluted the Battalion before it saluted him, in order to show his respect and admiration.

1944 March 20

A quiet day - nothing of interest.

1944 March 21
Main Guard was posted for the first time since leaving ANZIO, in MASSAULBRENSE.
Captain T.C. KEIGWIN, M.C. appointed Musketry Officers.
Sergeant KENNEALLY, V.C., appointed Sergeant Instructor Musketry.
The Isle of CAPRI has been placed Out of Bounds to All Ranks.

1944 March 22

Battalion parade this morning had to be cancelled owing to bad weather.
The Battalion proceeded to CASTELLAMMARE for baths.
An Intelligence course at Brigade H.Q., started today.
Four Officers and the Battalion Intelligence Sergeant, attended.

1944 March 23

Drill Course for Lance Corporals started today.
There was heavy rain early in the morning which later gave way to a dust storm; this dust, which had to be seen to be believed, was hurled out of VESUVIUS every few minutes in enormous clouds which rose several thousand feet and was then blown over the country-side to fall like light rain.
Civilians are being evacuated from the base of the Volcano.

1944 March 24

All roads near VESUVIUS have been placed Out of Bounds to All Ranks not on duty, so as to facilitate the evacuation of civilians from the danger zone.
So thick was the dust that ‘Duties’ were mounted wearing anti-gas eye-shields.
In the evening a Guardsmen’s Dance was held in No. 2 Company’s billets; dance music was provided by a section of the Regimental Band.

1944 March 25

On the occasion of the Battalion leaving the 24th GUARDS BRIGADE a farewell Ball was given by the Commanding Officer at the PENSIONE JACCARINO, ST. AGATA.

1944 March 26
The usual Divine Services were held in the morning.
Main Guard will in future mount outside Support Company Billets instead of the square at MASSALUBRENSE.

1944 March 27

It is announced in Part I Orders that the President of the Supreme Council of the U.S.S.R., has conferred on General ALEXANDER the ORDER OF SUVOROV, 1st Class.

1944 March 28
An Officers and Lance Sergeants class started this morning.
The Commanding Officer congratulates Lance Corporal HISLOP, ROYAL CORPS OF SIGNALS, on the immediate award of the Military Medal.
Lance Corporal HISLOP joined the Battalion at WELLINGTON BARRACKS before it embarked for NORWAY, and remained with us until the Battalion left the 24th GUARDS BRIGADE.
A part of men who went on leave to SALERNO several days ago returned tonight.

1944 March 29
Battalion Parade cancelled.
Companies held Drill parades under their own arrangements.

1944 March 30

Message of congratulation received from Officer Commanding 1st (British) Division; Major General W.R.C. PENNY, C.B.E., D.S.O., M.C., on immediate awards to members of the Battalion.
Several men from the Con. Depot in SORRENTO joined the Battalion today.

1944 March 31
A quiet and uneventful day.




1 April 1944
The Battalion paraded in the Square at MASSALUBRENSE.
A message to the Commanding Officer from Field Marshal the Earl of CAVAN has been published, of which the text is as follows:-
"Please tell the gallant remnants of the its Battalion that I am prouder of them than ever. Even they cannot do the impossible, but they did a very wonderful thing, which will always live in my memory, and will, I am sure, be a very bright spot in the history of Ireland’s best men.”
A small party left this morning under command Lieutenant J.R.A. MACMULLEN to provide guards at 103 GENERAL HOSPITAL and 372 Prisoner of War Camp.
During the day a party of 20 rejoined the Battalion from Hospital.

2 April
During the night 1/2nd April, the customary one hour’s sleep was sacrificed in order to bring Double Summer Time into operation.
Church Services were held at ST. AGATA, PASTENA and MASSALUBRENSE at various times during the day, for the Companies billeted in those areas.

3 April
A new No. 4 Company has now been formed under command of Major J.S.O. HASLEWOOD.
Captain D.A. GILLIAT is Second-in-Command, and C.Q.M.S. DOONAN is Acting Company Sergeant Major.
They are billeted in a house near ST. AGATA, with a magnificent view across the bay of NAPLES.
A Battalion Shoot was held today on the 100 yards Range behind the Sergeants’ Mess.
There were three events - a Pool Shoot open to all comers, a competition between eight-men teams of officers and sergeants, and an all ranks inter Company Test, which was won by Support Company.

4 April
Messages have recently been sent by the Commanding Officer to O.C. 5th Battalion GRENADIER GUARDS, congratulating him on the award of the Victoria Cross, to Major W.P. SIDNEY’ to Brigadier R.B.R. COLVIN, Commanding 201 GUARDS BRIGADE, on his being awarded the Distinguished Service Order; and to Major General W.R.C. PENNEY CBE DSO MC, on his award of the C.B.

5 April
A day of normal routine, in which the Battalion paraded at MASSALUBRENSE, and parties went to CASTELLAMMARE for baths.

11 April 
Anchor was weighed this morning at 0515 hours. 
When people began to appear on deck we were passing between the ISLE OF CAPRI and our recent billet area of SORRENTO - ST. AGATA. 
The land on each side looked very pleasant, perhaps because we were (probably) seeing the last of it: but for once the weather was suitably “Mediterranean”, and the first boat drills were carried out in warm sunshine. 


The ship's Dry Canteen was opened during the day, so that cigarettes etc, were available. 
Our ship was on the right flank of the convoy - eight or nine ships in all, with a considerable escort of destroyers and, on our starboard bow, a remarkable ‘converted’ craft of no particular class, but well equipped with guns. 
By early afternoon our accompanying ships were the only feature of interest, as we had left ITALY behind and not yet arrived within sight of AFRICA. 



martedì 5 dicembre 2017

BLOG IN PAUSA PER LA CACCIA AL TESORO

...... BLOG...MOMENTANEAMENTE IN PAUSA, PERCHE' -  LA CACCIA AL TESORO DI SORRENTO - INCOMBE E QUINDI QUALSIASI RICERCA O COSA CHE LEGGO FINO AL 28 DICEMBRE LA RACCONTERO' SOLO AI MIEI COMPAGNI DELLA N3W TEAM...MA NON VI PREOCCUPATE, HO SCOPERTO DEI FATTARIELLI SULLA PENISOLA SORRENTINA SFIZIOSI ASSAJE E CHI AVRA' LA PAZIENZA DI ASPETTARE LE PROSSIME PUBBLICAZIONI NON SE NE PENTIRA'  !!!

CIAO GUAGLIU'.

PM.


lunedì 27 novembre 2017

le OPERE DEI MAESTRI INTARSIATORI SORRENTINI nella CHIESA DEL CARMINE MAGGIORE a Napoli

Il Crocifisso che evita la palla di cannone piegando la testa di lato, Masaniello che qui trova la morte ma anche il rispetto grazie ad una lapide che i carmelitani vollero dedicargli, i nazisti che cercano senza riuscirci di trafugare i resti di Corradino di Svevia; Mamma d'o Carmene" e quante cose successero nella Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli.
Ecco perchè per me , scoprire che in luogo in cui si mescolano storia e religione, proprio sulla porta della sala delle Confessioni vi sono due opere realizzate dai maestri intarsiatori sorrentini: Francesco Ercolano ed Enrico D'Errico, rappresenta un motivo di vanto e di orgoglio. E non solo per me, anche per tutta Sorrento.


(pM)
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OGGI TI RACCONTO NAPOLI: Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli



Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli:





E pensare che anche il quadro della VERGINE BRUNA è un emigrante. Trasportato da alcuni monaci dal Monte Carmelo in Palestina per sfuggire alla persecuzione dei Saraceni, ha trovato rifugio e riparo a Napoli; Qui, la VERGINE BRUNA divenne ben presto la mamma di tutti i napoletani che affettuosamente iniziarono a chiamarla :
Mamma d'o Carmene", proprio per ricordarne la terra lontana da dove arrivava.

(pM)

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Mamma d'o Carmene" e quante cose successero nella Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore di Napoli:

*IL MIRACOLO DEL CROCIFISSO

Il miracolo del crocifisso" è legato alla lotta, nel secolo XV, tra gli Angioini e gli Aragonesi, per il dominio di Napoli. Già dominava in Napoli Renato d'Angiò, il quale aveva collocato le sue artiglierie sul campanile del Carmine, trasformandolo in vera fortezza, quando Alfonso V d'Aragona assediò la città, ponendo l'accampamento sulle rive del Sebeto, nelle vicinanze dell'attuale borgo Loreto.
Secondo la tradizione il 17 ottobre 1439, l'infante Pietro di Aragona fece dar fuoco a una grossa Bombarda detta la Messinese, la cui grossissima palla, (ancora conservata nella cripta della chiesa), sfondò l'abside della chiesa e andò in direzione del capo del crocifisso che, per evitare il colpo, abbassò la testa sulla spalla destra, senza subire alcuna frattura. Il giorno seguente, mentre l'infante Pietro dava di nuovo ordine di azionare la Messinese, un colpo partito dal campanile, dalla bombarda chiamata la Pazza, gli troncò il capo.
Re Alfonso tolse allora l'assedio, ma quando, ritornato all'assalto nel 1442, il 2 giugno entrò trionfalmente in città, il suo primo pensiero fu di recarsi al Carmine per venerare il crocifisso e, per riparare l'atto insano del defunto fratello, fece costruire un sontuoso tabernacolo.

*MASANIELLO

1647: Il 16 luglio, giorno della festa della Madonna del Carmine, dalla finestra di casa sua, cercò inutilmente di difendersi dalle accuse di pazzia e tradimento che provenivano dalla strada. Sentendosi braccato cercò rifugio nella chiesa del Carmine, e qui, interrompendo la celebrazione della messa, si spogliò nudo e iniziò il suo ultimo discorso al popolo napoletano. I frati lo invitarono a porre fine a quel gesto poco edificante, ed egli obbedì, mettendosi a passeggiare nel corridoio principale del convento. Là lo raggiunsero alcune persone armate, che prima gli tirarono quattro colpi di archibugio, togliendogli la vita, e poi lo decapitarono. La testa mostrata al viceré fu portata in giro per la città mentre il corpo fu buttato in un fosso fuori la porta del Carmine. Non erano passate ventiquattr'ore che subito si videro i frutti dell'uccisione di Masaniello: il peso del pane diminuito e le gabelle rimesse in vigore. Il popolo si rese subito conto dell'errore e così ne raccolse il cadavere lavandolo nelle acque del Sebeto, la testa fu ricongiunta al corpo e subito portato in processione, il corpo fu sepolto all'interno della chiesa del Carmine. Alle tre del mattino, finita la processione, fu data sepoltura al feretro nella chiesa del Carmine, dove i resti di Masaniello rimasero fino al 1799. In quell'anno, dopo aver represso la congiura giacobina per la Repubblica Napoletana, Ferdinando IV di Borbone ne ordinò la rimozione al fine di evitarne l'idolatria popolare.
Fino agli anni sessanta del secolo scorso, nemmeno una parola ricordava i luoghi che videro l'uccisione e la sepoltura di Masaniello: fu così che i carmelitani decisero di tramandare ai posteri il ricordo di quegli eventi con due lapidi, una nel convento dei frati, l'altra in chiesa nel luogo della sepoltura.

*1943, I TEDESCHI E I RESTI DI CORRADINO DI SVEVIA

Nel settembre del 1943 si presentò in chiesa un gruppo di soldati tedeschi intenzionati a portare via i resti mortali di Corradino e intimarono padre Elia Alleva (unico religioso rimasto in custodia del tempio) di mostrargli il luogo della sepoltura. Il religioso pensò bene di portarli nel luogo ove si trova ancora oggi la lapide, frantumata per chi sa quali motivi e mutila delle parti che hanno indotto all'errore. Il sesto rigo, inizia con le seguenti parole: il piedistallo. Manca evidentemente la parte precedente; secondo il Quagliarella la parola mancante è dietro, ma in realtà dovrebbe essere dentro il piedistallo. I tedeschi interpretarono la lapide mutila secondo le indicazioni di Quagliarella ed in pochissimo tempo tolsero il cancelletto che è davanti al monumento e spostarono la statua con tutto il piedistallo due o tre metri dal suo posto. Furono spezzate le tre lapidi che erano a terra ma senza trovare niente; non si arresero e fecero anche un grosso buco nel muro del pilastro alle spalle del monumento, anche stavolta senza esito positivo. Andarono via e oggi le ossa di Corradino riposano ancora nel piedistallo della statua.

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