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mercoledì 27 marzo 2019

Quella volta che...Mario Damiano lanciò la radiolina all' arbitro. Prima però tolse le pile.




Nell' anno della serie B (1971-72) in un Sorrento - Lazio giocato al San Paolo , l' arbitro Torelli di Cormons dopo aver concesso un rigore molto dubbio realizzato poi da Chinaglia, annullò in maniera  discutibile ai rossoneri il gol del pareggio proprio nei minuti finali, scatenando la protesta del super tifoso Mario Damiano, che reagì alla decisione arbitrale lanciando in campo la sua radiolina portatile.....dopo averne però prima tolto le batterie.
Alcuni tifosi presenti quel giorno si domandarono:
"Ma Mario non avrebbe fatto meglio a tirare le pile e a tenersi la radio che di certo era più costosa?".
Dopo tanti anni, Damiano ha sciolto l' enigma, confidando agli amici di aver lanciato la radio e di essersi conservato le pile solamente per avere altre 'munizioni' da utilizzare in caso di altri errori dell'arbitro. 


pm


FONTE:
[ Il calcio a Sorrento: Settant'anni di storia - di Antonino e Gianni Siniscalchi]

mercoledì 22 novembre 2017

Sorrento: IL NAZARIO SAURO 1929 E LO "STADIO" DI PARSANO.

UNA PARTITA ALLO STADIO DI PARSANO

Sorrento: IL NAZARIO SAURO 1929 E LO "STADIO" DI PARSANO.

Il NAZARIO SAURO 1929 del "Presidente" Ugo De Angelis fu la prima vera squadra di calcio a Sorrento. Il Nazario Sauro nacque il 25 novembre del 1929. Ed era il nome dato alla locale sezione del dopolavoro, emanazione del partito fascista.

LO "STADIO" DI PARSANO
Il campo di gioco del Nazario era la pubblica piazza di Parsano, l'odierna piazza Antiche Mura.
Per poter giocare in questo "campo" il Presidente De Angelis era costretto a chiedere ogni volta l'autorizzazione al Questore di Napoli.
L'ostacolo più insidioso era la presenza "aerea"dei cavi elettrici ad alta tensione. Talvolta il Questore s' impuntava e bisognava insistere per ottenere l'autorizzazione. Ma il più tenace oppositore delle prime partite a Parsano fu don Aniello Vacca, proprietario di un giardino adiacente alla piazza stadio. Infatti quando il pallone finiva nel suo giardino, erano dolori. Per riaverlo ci voleva tutta l' arte diplomatica del Presidente Ugo De Angelis.
Il risvolto più bello della storiella, pochi potrebbero immaginarlo:
Vacca venne convertito al calcio.
Mezzi tattici della conversione furono i buoni uffici di un fratello ingegnere e, soprattutto, l'ingresso gratis a tutte le partite per Vacca e famiglia. Fino a trasformare don Aniello in uno dei più puntuali spettatori alle partite al Campo di Parsano.




Per giocare le partite, si iniziava a lavorare di buon'ora, la domenica mattina. C'erano soltanto le due porte, nient'altro. Ogni volta si doveva recintare e pulire, transenne e pagliarelle trasformavano la piazza in un "artigianale" stadio in miniatura. Gli spogliatoi, invece, erano ubicati in una vicina abitazione di via Sersale, grazie ad una famiglia disponibile a sopportare il fastidio.
Le squadre avversarie arrivavano con il Tram, salivano a piedi dal Corso Italia (all'epoca Corso Littorio)lungo via Sersale.
Le pagliarelle ostruivano la visuale dall'esterno, un dirigente faceva da cassiere, per entrare infatti bisognava munirsi di biglietto anche se si giocava in piazza. Ma il pubblico non mancava mai ed era sempre numerosa anche la presenza delle "TIFOSINE", giovani fanciulle sorrentine.
Il pallone era una rudimentale palla di cuoio tenuta assieme da un laccio mentre le casacche indossate dal Nazario erano nere o bianche, come capitava.



LE "TIFOSINE"
Fonte : Il Calcio a Sorrento Settant'anni di storia diAntonino Siniscalchi e Gianni Siniscalchi



venerdì 20 ottobre 2017

DE MARTINO : IL PRIMO ULTRAS A SORRENTO.

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DE MARTINO : IL PRIMO ULTRAS A SORRENTO.
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Quando a Sorrento la prima squadra cittadina era la NAZARIO SAURO 1929, le partite si giocavano (come scritto in precedenza ) nella Piazza "STADIO" DI PARSANO. Le trasferte erano spesso dei derby infuocati a Vico Equense, Pimonte, Gragnano, Castellamare, Lettere, Sant'Antonio Abate, Napoli, Scafati e Amalfi.
Tra i tifosi più accesi, viene tuttora ricordato Michele De Martino titolare di una famosa pasticceria in Piazza Tasso nei locali dell' attuale Bar Syrenuse, che divenne ben presto il ritrovo di tutti i tifosi di Sorrento.
DE MARTINO è passato alla storia come inguaribile guerrafondaio da marcare stretto per evitare grane con i tifosi avversari. Egli era un pezzo d'uomo, gli bastava allargare le braccie per mandare al tappeto un paio di persone. Infatti, i sorrentini, in occasione delle partite in trasferta, si raccoglievano tutti attorno a Don Michele, sicuri di tornare a casa senza prendere "mazzate". A rischiare molto di più erano i tifosi avversari.


*IL CALCIO A SORRENTO
SETTANT'ANNI DI STORIA
DI Antonino Siniscalchi e Gianni Siniscalchi
scaccialazanzara.blogspot.it