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lunedì 5 marzo 2018

Settembre 1943, LE TRUPPE ALLEATE SI RIPOSANO A SORRENTO

Militari americani fuori il Grand Hotel Vittoria -1943 [ foto Nara ]


Verso la fine del 1943 dopo la ritirata tedesca, Sorrento e la penisola sorrentina si ripresero il ruolo di zona di riposo.  La 7th ARMOURED DIVISION britannica, in attesa di un imbarcazione che la potesse trasportare in Inghilterra rimase a SORRENTO per un intero mese. Così come i soldati del 4th COUNTY OF LONDON YEOMANRY e del 11th PRINCE'S OWN HUSSARS , si fermarono per riposare e a pulire le uniformi.

Le autorità britanniche requisirono e destinarono ad uso convalescenziario gli alberghi:

- SIRENE / BELLEVUE 


- COCUMELLA

- MINERVA

- ROYAL

A Villa di Sorrento, in  Via Caruso vi erano gli uffici della  MILITARY POLICE.

La CROCE ROSSA e  i reparti dello SMOM requisirono l’albergo TRAMONTANO per ospitare e fornire le cure necessarie alle truppe alleate di tutte le nazionalità.


Soldati dell’aviazione militare britannica a Sorrento -1944 [ FOTO SORRENTO PRESS ]

Il GRANDE ALBERGO EXCELSIOR VITTORIA, in Piazza Tasso,  definito dal comandante della marina U.S.A - Michael Musmanno : " uno dei più belli e meglio posizionati d' Europa " venne invece scelto dagli ufficiali americani della V Armata; 
 il generale Mark Wayne Clark per evitare l’andirivieni dei soldati nelle sale dell’ albergo fece stabilire in una tenda posta nel giardino il suo quartier generale; e qui accolse ALPHONSE JUIN  comandante delle forze francesi del CORPS EXPEDITIONNAIRE FRANCAIS . Fu l’ inizio della collaborazione francese nella campagna d’ Italia. Juin partì il 1° ottobre per POMPEI. 

Mark Wayne Clark

ALPHONSE JUIN

Al Vittoria dopo lo sbarco a Paestum, gli ufficiali della  U.S. ARMY, per ordine del comandante della 36^ divisione, vi trascorsero  - a turno - una settimana di riposo.

Il 24 novembre qui vi soggiornò - per tre giorni - il Colonnello BALL della V Armata ( U.S.A ).

Insegna da braccio dell'United States Army North  - Fifth Army 

Il Vittoria aveva addirittura uno STAFF permanente di 12 bellissime ragazze, ognuna delle quali poteva guadagnare oltre MILLE LIRE a notte con gli ufficiali americani.


FONTI : 

  •  CAMPANIA 1943 di SIMON POCOCK 
  •  SORRENTO '43 di G.ACAMPORA

foto: 

  • WIKIPEDIA
  • FOTO NARA
  • SORRENTO-PRESS


venerdì 23 febbraio 2018

1943, SANT'AGNELLO E I LOCALI DI DIVERTIMENTO PER I SOLDATI.




Nel 1943 a Sant’Agnello aprirono velocemente una ventina di locali destinati a soddisfare le esigenze di alcool e “segnurine” dei giovani soldati inglesi e americani, i quali spesso si godevano in Penisola sorrentina i giorni di licenza dall’ inferno della Linea Invernale.
Questi locali si trovavano generalmente lungo il Corso Italia:
il PICCADILLY al no.30
il BRISTOL al no. 46
il WASHINGTON al no.50
l’ INTERNATIONAL BAR ai numeri 72/74.

Quando scoppiavano risse tra malfattori locali e soldati ubriachi, gli arrestati venivano portati dalla MILITARY POLICE in un garage davanti alla VILLA DORA al no. 49  di Via Crawford oppure a Villa Sabelli al no. 13 di Via Monsignor Gargiulo.
In una bettola, invece, in Via Grottola, a Piano di Sorrento,   dove si svolgevano incontri clandestini di pugilato successero due risse sanguinose: il bilancio fu di un morto e diversi feriti.


FONTE : SIMON POCOCK – CAMPANIA 1943

domenica 22 ottobre 2017

1944: ENZO "ò boxerr" IL SORRENTO'S TIGER che mandava KO gli americani





Nel 1944 a Piano di Sorrento, aprì i battenti in un terreno già adibito alla lavorazione degli agrumi, una pseudo palestra, dove venivano disputati incontri pugilistici clandestini. L' attività di questo centro fu effimera, in quanto, già alla fine di marzo la Polizia inglese provvide a chiuderla e ad arrestare quanti, fra atleti e organizzatori, riuscì ad accalappiare al momento dell' irruzione.

In questa palestra, V.A.  conosciuto in paese come  ENZO "ò boxerr", per alcuni suoi trascorsi nel pugilato,ricorda di esservi entrato per caso una sera di Gennaio mentre con circa cento lire in una tasca e tre sigarette in un altra, era alla disperata ricerca di un business.
A richiamare la sua attenzione, un grosso cartellone riproducente dei pugili in combattimento.
Con le cento lire si pagò l'ingresso ed una  una sedia sgangherata e si propose agli organizzatori come aspirante campione. Detto fatto, fu ingaggiato e ben presto si rese conto del meccanismo che governava quegli incontri, dove enormi pugili di colore, ben intronati dall' alcool da complici "segnorine", venivano massacrati di botte da sfidanti bianchi, nel tripudio di assatanati spettatori. Gli organizzatori, due brutti ceffi, un disertore inglese e un gangster italo-americano di Long Iland, oltre ai proventi degli ingressi e lo spaccio di alcolici e "segnorine" , lucravano sulle scommesse che riuscivano a combinare fra quella turba vociante di soldati ubriachi.
La sua assunzione, fu favorita dalla difficoltà nel reperire pugili bianchi disponibili a volare oltre le corde, quando il pugile di colore non era stato ben "ubriacato"; il nostro Enzo però sapeva il fatto suo ed in breve tempo racimolò diverse borse, che, anche se tosate dai suoi datori di lavoro, costituivano comunque un buon introito, ed inoltre per i suoi colpi sul ring si guadagnò ben presto l'appellativo di "SORRENTO'S TIGER". Quando poi a marzo la MILITAR POLICE fece irruzione, Enzo sfuggì alla cattura grazie alla soffiata di un un compare inserito nella TOWN MAYOR di SORRENTO.

FONTE:
SORRENTO DALL' IMPERO ALLA REPUBBLICA
di G.ACAMPORA